Curiosità sul Giappone

Capodanno è una delle festività più sentite dai giapponesi ed è per questo che sono tante le tradizioni, anche culinarie, ad esso legate. L’osechi ryori è il tipico cibo di capodanno, composto da una varietà di piatti tradizionali, che si gustano freddi. Vengono serviti in scatola laccate chiamate jubako, disposte una sull’altra a formare dai 2 ai 5 ripiani. Le prime notizie che si hanno sulla preparazione dell’osechi ryori risalgono a 650 anni fa, ma l’osechi ryori, così come lo conosciamo noi oggi, fu preparato la prima volta 300 anni fa. Ognuno dei cibi, sistemati ordinatamente nei vari strati dello jubako, ha un suo significato: salute, prosperità, lunga vita, soldi, fertilità. Originariamente è nato per lasciare, 3 giorni l'anno, “in silenzio” la cucina, luogo dove, secondo la religione shintoista, risiede la divinità del fuoco e nello stesso tempo, per dare un po’ di riposo alle “massaie” giapponesi che così, in questi giorni, non avrebbero dovuto occuparsi della cucina. Gli alimenti tipici dell’osechi ryori, infatti, hanno la caratteristica di potersi conservare 4 o 5 giorni, anche fuori dal frigorifero.
Il tipo di piatti che compongono l’osechi varia da regione a regione.
Per quanto riguarda il significato delle varie pietanze, qualcuno si basa su un principio di assonanza delle parole, mentre altri hanno un’origine legata alla caratteristica del cibo stesso.
Ecco alcuni esempi di significato per assonanza: l’orata (in giapponese tai) è associata al verbo omedetai, che significa congratularsi, celebrare; kobumaki (involtino di alga konbu) è accostato al verbo yorokobu, che significa essere felice, gioire; e le kachiguri (castagne secche) sono sinonimo di successo, visto che la prima parte del nome, kachi, significa anche vittoria.
Altri significati legati alle caratteristiche degli alimenti:
Kamaboko: pasta di pesce, solitamente rossa o rosa al centro e bianchi all’esterno, colori tipici delle feste Sono anche il simbolo del sorgere del sole.
Ebi (gamberoni): sono il simbolo della vecchiaia per la loro “schiena” incurvata e la lunga barba è quindi un augurio di longevità.
Renkon (Radici di Loto): dal buco si può vedere dall'altra parte indica speranza nella felicità futura.
Kuwai: radice con germoglio come augurio per avere successo nella vita. Il cibo è anche diviso, scatola per scatola, secondo un certo ordine:
Ichi-no-ju (ripiano in alto)
Di solito vi si trovano Kuromame (fagioli neri), simbolo di salute e forza, bolliti in uno sciroppo di acqua e zucchero; Kazunoko, uova di aringhe, solitamente condite con salsa di soia, simbolo di procreazione e fertilità. C’è anche il Tazukuri, sardine secche simbolo di abbondanza; il Kurikinton (kuri - castagne - e satsumaimo - patate dolci - bollite in una salsa dolce e passate) e il Datemaki, una frittata dolce simbolo di conoscenza e apprendimento.
Ni-no-ju (secondo ripiano)
Molti piatti di questo secondo ripiano constano in bocconcini di pesce, crostacei o molluschi, da spizzicare mentre si gusta del sake caldo. Il Namasu, ad esempio, è un piatto a base di rapa bianca e carote tagliate a striscioline, conditi con aceto di riso. Vi è anche il polipo alla vinaigrette, il calamaro marinato al limone e aceto, il cetriolo, i gamberi grigliati e la rapa giapponese.
San-no-ju (terzo ripiano)
La terza scatola contiene in maggioranza verdure e radici, la maggior parte delle quali condita con zucchero, brodo dashi e salsa di soia e si accompagna bene con il riso bollito.
Yo-no-ju (quarto ripiano)
Nishime (verdure e radici bollite) come carote, gobo (radice di bardana), renkon (radice di loto), yatsugashira (taro), ecc… Otori, propiziatoria di guadagno nell’anno a venire.
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